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L'Agriturismo in Italia

L'agriturismo italiano non conosce crisi e attraversa un periodo di forte espansione. Secondo quanto emerge dal bilancio tracciato da Coldiretti e Terranostra nel 2013 i gli arrivi in agriturismo hanno superato i 3 milioni. Un settore che tiene e che si conferma e consolida tra le mete d'alloggio preferite dai vacanzieri.
I dati di Coldiretti e Terranostra aggiornati al 2013 incrociano quelli dell'ISTAT relativi al 2012 con le aziende agrituristiche che raggiungono la quota record di 20.474 e un aumento, in dieci anni, del 57%. Tra i dati del bilancio vogliamo sottolineare la crescita delle presenze straniere e la stabilità di quelle italiane che, oramai da anni, scelgono gli agriturismi come una delle migliori alternative di vacanza.

DISTRIBUZIONE E TIPOLOGIA DEGLI AGRITURISMI NEL TERRITORIO ITALIANO

I dati evidenziano che la maggiore concentrazione di agriturismi è nel Nord del Paese dove si trova il 48% delle aziende, seguono il Centro e il Sud (rispettivamente il 35% e il 19%). La Toscana e il Trentino Alto Adige sono le regine dell'agriturismo, regioni nelle quali l'ospitalità agricola risulta più radicata anche per ragioni storiche. La Toscana è anche la regione più cercata nei motori di ricerca per le vacanze in agriturismo.
La presenza di agriturismi è radicata e diffusa anche in Lombardia (1415 unità), in Piemonte ed Emilia Romagna che superano le 1000 aziende e, a seguire, Sardegna, Marche e Lazio.
Esistono tuttavia alcune differenze nelle tipologie di aziende agrituristiche che si configurano tutte con il termine generico di agriturismo. Il termine agriturismo indica infatti aziende che offrono: esclusivamente l'alloggio; che offrono alloggio e ristorazione; che, all'alloggio e/o alla ristorazione, accompagnano attività legate allo sport, al gioco, al sociale.
Più della metà degli agriturismi italiani (11.785) è anche autorizzata all'esercizio di altre attività, raggruppate nelle voci 'sport' e 'varie'. Nello specifico: 3.233 le aziende agrituristiche con escursionismo; 2.794 con mountain bike; 1.949 con trekking; 1.878 con equitazione; 1.638 con corsi, soprattutto di cucina.
Il “boom” maggiore nel 2013, però, ha riguardato l’attività di “fattoria didattica”, con un incremento del 15 per cento e oltre 1.200 aziende “abilitate”.
Le aziende agrituristiche finalizzate all'alloggio sono circa 17.000 e costituiscono l'81% del totale nazionale degli agriturismi.
Tra le aziende finalizzate all'ospitalità 4.204 (un quarto del totale) sono autorizzate SOLO all'alloggio; 7.260 (44%) associano l'ospitalità alla degustazione di prodotti del territorio e dell'azienza; 9.936 (59%) arricchiscono l'offerta di alloggio con altre attività (equitazione, escursionismo, sport, corsi). Le aziende che offrono la sola ristorazione sono relativamente più diffuse in Lombardia, Trentino- Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Sardegna e Veneto; viceversa, questa tipologia risulta del tutto assente in Valle d’Aosta, Toscana, Umbria e Marche.
L’abbinamento della ristorazione con l’alloggio, pur presente in tutte le regioni, risulta più diffuso in Toscana, Campania, Emilia- Romagna, Calabria, Sardegna e Piemonte.
In valore assoluto il Centro è quello che offre agriturismi con la maggiore diversificazione della tipologia in linea con la tendenza delle aziende ad offrire pacchetti turistici integrati e con servizi differenziati e diretti a qualificare meglio l'attività agrituristica rispetto al territorio di pertinenza.
La distribuzione per zona altimetrica mostra la netta prevalenza degli agriturismi collinari e montani (pari all’85% del totale) rispetto a quelli situati nelle aree pianeggianti: ciò contribuisce al mantenimento e allo sviluppo degli insediamenti umani e dell’attività agricola in zone spesso svantaggiate. Il dato riporta alle origini dell'agriturismo in Italia: le prime regioni dove si diffuse l'ospitalità presso gli agricoltori furono le regioni di montagna legate a percorsi alpinistici. Circa la metà degli agriturismi di montagna si trova oggi in Trentino-Alto Adige.
Il fatturato annuo complessivo degli agriturismi italiani supera 1,1 miliardi di euro.
Più di un agriturismo su tre è a conduzione femminile. In Toscana, dove c'è la massima concentrazione 'rosa', le donne alla guida di un agriturismo sono pari a circa un quarto (23,2%) del totale nazionale.

BREVE STORIA DELL'AGRITURISMO

L'agriturismo sorge in Francia alla metà degli anni '50 quando nasce la “Federation Nationale des gites ruraux” con lo scopo di fornire un supporto organizzativo al fenomeno del turismo rurale che già aveva raggiunto una certa espansione. In Italia si inizia a parlare di agriturismo a metà degli anni '60 quando venne costituito l'Agriturist. Nel corso degli anni '70 si aggiunsero altre due associazioni “Turismo Verde” e “Terranostra”.
Inizialmente l'agriturismo nasce come forma di ospitalità che esprimeva, in maniera spontanea e non organizzata, l'esigenza di trascorrere una vacanza nel verde da parte di coloro che vivevano nella città.
Le prime regioni a promulgare normative e a stabilire interventi a sostegno dell'agriturismo furono quelle legate all'economia di montagna, in quanto tra questi paesaggi si erano diffuse grazie all'alpinismo che richiamava molti appassionati, le prime forme di ospitalità presso le case di agricoltori.
L'agriturismo sorge come attività complementare a quella tradizionale di produzione e consente agli agricoltori di integrare il proprio reddito.

COSA È l'AGRITURISMO

L'agriturismo è una forma di turismo rurale grazie alla quale il turista è ospitato presso un'azienda agricola. Il termine “Agriturismo” è stato giuridicamente riconosciuto per la prima volta in Italia con la Legge Quadro nazionale n. 730 del 5 dicembre 1985 “Disciplina dell'agriturismo” che è stata abrogata con l'emanazione della nuova Legge Statale n. 96 del 20 febbraio 2006. La nuova legge non discosta dai principi generali stabiliti dalla legge precedente ma mira a rafforzarli e a definirli meglio.

La legge si compone di 16 articoli:

l'art. 1 delinea le finalità dell'agriturismo;
l'art. 2 definisce l'agriturismo come attività di ricezione e ospitalità, esercitate dagli imprenditori agricoli (di cui all'art. 2135 del Codice Civile) singoli o associati, e dai loro familiari, attraverso l'utilizzazione della propria azienda, in rapporto di connessione e complementarietà rispetto alle attività di coltivazione del fondo, silvicoltura, allevamento del bestiame che devono comunque rimanere prevalenti. Tale legge stabilisce che spetta alle regioni dettare criteri e limiti per lo svolgimento dell'attività agrituristica.
La Legge ha l'intento di sostenere la permanenza degli agricoltori nelle aree rurali, promuovendo la valorizzazione dei prodotti tipici locali, delle tradizioni culturali ed architettoniche del mondo rurale.
Chi intende svolgere questo tipo di attività deve essere imprenditore agricolo; disporre di un'azienda agricola in esercizio ed essere iscritto all'elenco degli operatori agrituristici. Oltre all'imprenditore agricolo possono essere addetti all'attività agrituristica i suoi familiari, i lavoratori dipendenti a tempo determinato, indeterminato e parziale.
Una delle caratteristiche dell'agriturismo è la vocazione a trasmettere e conservare le tradizioni culturali del territorio attraverso un sistema di ospitalità familiare, offerto nell'abitazione dell'imprenditore, e di ristorazione tipica che si basa sull'enogastronomia locale.

I servizi fondamentali che costituiscono l'attività agrituristica sono:

  • l'allestimento di alloggi per il soggiorno;
  • la somministrazione di pasti e bevande costituite in parte da prodotti propri;
  • l'allestimento di aree attrezzate per il campeggio;
  • l'organizzazione di attività ricreative, sportive, culturali e didattiche;

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